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Paso doble Arvangia

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Un doppio passo di danza arvangia alle radici della cultura del territorio piemontese. Il primo in senso non solo figurato trattandosi della pubblicazione di un volume “Le passioni basse non portano in Paradiso” che la casa editrice Araba Fenice di Boves licenzia alle stampe nel mese di aprile e che diventerà strumento di cultura militante per tutto il mese di maggio. Una pubblicazione a più mani che è, di fatto, il primo risultato concreto del progetto “dare voce alla memoria che tace”, libro di ricerca e di interviste, costruito a “catena di montaggio” pagina dopo pagina con la collaborazione di un centinaio di testimoni, andando a curiosare nelle stanze segrete di famiglie, paesi e parrocchie, per scoprire come abbia fatto la passione bassa per i balli a sopravvivere alla grande inquisizione che ha visto la Chiesa indicare il ballo come strada maestra per la dannazione eterna.

Una sorta di libro confessionale che raccoglie verità a lungo taciute e narra di ciabre irriverenti, di ragazze da marito convinte che il ballo fosse il migliore dei bacialé, di sacerdoti alla savonarola che in chiesa puntavano il dito accusatore e minacciavano le fiamme dell’inferno per chi non sapeva dominare gli “istinti” inopportuni che la musica sa sprigionare. Prediche di fuoco e condanne senza appello ma anche voci divergenti come quella di don Chilometro che invitava le sue parrocchiane a salire sul ballo a palchetto affermando che l’unico peccato lo commettevano quelli che ballavano senza esserne capaci.

Visioni della vita a confronto, da don Milani che pensava dell’otium tutto il male possibile, al prete anticonformista di Serravalle Langhe e sullo sfondo i balli dei coscritti, gli accoltellamenti nelle stalle, le danze a rischio di dannazione che si facevano a carnevale, i ballerini che portavano a casa la bandiera, quelli che facevano a pugni per rabbia e consolazione, le ragazze travestite da uomini, le madri carabiniere al di qua della balaustra, il tiro della corda e le tresche amorose di paese. Un concentrato di storie che dimostra come il ballo in terra di Piemonte sia stato nei secoli una sorta di grande muraglia impossibile da abbattere.

Se è vero quello che ha scritto di recente Massimo Gramellini, corsivista corrosivo del quotidiano La Stampa, a proposito dell’umanità come materiale inossidabile che fa la differenza tra i libri vivi e quelli nati morti, va subito detto che le passioni basse raccontate da Donato Bosca, Marinella Castagnotti e Giovanna Zanirato per gli editori di Boves che si professano “spacciatori” di storie, di umanità traboccano. Al punto che non è difficile immaginare l’emozione a fior di pelle che proveranno i lettori di capigliatura brizzolata nel ripensare agli anni belli della loro gioventù quando scelte orchestre impegnate in brani melodici orecchiabili con assolo di squillanti clarini e suoni profondi di bassotuba invitavano a danzare il valzer, la mazurka, la polka o il tango.

Il secondo passo di danza l’Arvangia lo compie mettendo a disposizione gratuitamente il numero primaverile del “Lunario di scrittura” interamente dedicato alle buone pratiche della cultura diffusa, quella, per intenderci, che non prosciuga risorse inutilmente, ma con il teatro, la musica, la poesia, le biblioteche e le scuole diventa lievito per le comunità locali che non vogliono arrendersi al consumo passivo della cultura confezionata in modo industriale. Il periodico raccoglie le opinioni a confronto che dal mese di dicembre 2007 hanno alimentato il dibattito su cultura salottiera e cultura utile.

Lunario di scrittura e libro dedicato al revival del ballo proibito [qui le copertine - ndr] saranno protagonisti di una serie di eventi in calendario a maggio, mese dei balli per eccellenza, diventato mese di preghiere e di pellegrinaggi mariani quando ha preso piede la convinzione che il ballo l’avesse creato il diavolo e che ballare significasse calpestare il velo della Madonna. Si comincia domenica 4 maggio, inizio ore 14,30, alla contrada del ballo di Neive Capoluogo, nell’ambito della rassegna “Città aperte”, per proseguire lunedì 5 maggio, ore 18, con il battesimo laico in Osteria, a San Donato di Mango, e la festa della “spina serpentina”, ritrovata grazie alla ricerca di Giacomo Giamello su canti e modi dire della Valle Belbo, mercoledì 7 maggio alla Fiera del Libro di Torino, ore 16,30, con il viaggio in città del tram dei lettori, partenza da via Bertola 10, domenica 18 maggio a Mango d’Alba, per il tradizionale appuntamento dell’annuale Fiera agricola, inizio ore 10, nel già salone danzante del castello appartenuto ai Marchesi Busca, ora sala conferenze dell’Enoteca Regionale “Colline del Moscato”, per il convegno “Scuola e territorio. Come crescere insieme”.





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Last modified 30-04-2008 13:35
 

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